STORIA DI UNA MATITA

Di kafkiana memoria, ma per fortuna tutt’altro che angosciante, “Storia di una matita” di Michele D’Ignazio, edito da Rizzoli, è un libro da leggere e che va bene a tutte le età, perché ha molto da consigliare ed anche da insegnare.

Lapo ha quasi trent’anni e si è appena trasferito in una grande città per realizzare il suo sogno: diventare illustratore. Le cose non gli vanno tanto bene. Viene rifiutato ai primi colloqui di lavoro, non riesce a farsi nessun amico, però Lapo ci crede e questo lo porta a mettere ogni difficoltà in secondo piano. Ci spera talmente tanto che a un certo punto, a partire dalle mani, tutto il suo corpo comincia a prendere la forma di una gigantesca matita. È uno sconvolgimento nella sua vita quotidiana: anziché pettinarsi deve temperarsi, lascia segni ovunque e si fa sgridare dal custode del condominio che è stufo di ripulire i suoi scarabocchi. La sua testa è diventata una gigantesca punta di grafite. Per uscir di casa, ha bisogno di un viso con degli occhi, delle orecchie, una bocca, uno per ogni circostanza, per ogni emozione: ne disegna più di un centinaio, e ben presto si rende conto che non bastano. Ma superato lo shock iniziale, il ragazzo-matita non si perde d’animo: si inventa un modo per comunicare con gli altri, trova un lavoro e si lancia alla scoperta di un mondo che ha un gran bisogno di essere ridisegnato e in cui, a sorpresa, non è il solo a essersi trasformato nell’oggetto simbolo delle proprie ossessioni.

Scritto con un linguaggio semplice,ma esaustivo ed illuminante, il libro si legge tutto di un fiato ed anche il carattere aiuta tantissimo chi , magari è dislessico o ha la vista che comincia a cedere.

 Michele D’Ignazio, è nato a Cosenza nel 1984, è coautore del “Dizionario per un lavoro da matti” , ed ha scritto diversi racconti pubblicati in raccolte o su riviste letterarie. Ma è anche autore di documentari (La nostra terra, Praticamente, Soli e insieme) ed in estate gestisce una piccola locanda nel centro storico di San Nicola Arcella, sull’alto Tirreno calabrese.

Giovane ingegnoso ed operoso, con “Storia di una matita” farà sicuramente parlare di sé; intanto la lettura, a casa, ai propri figli ed ai bambini a scuola, è decisamente raccomandata.

Evidentemente Rizzoli l’ha capito subito.

I grandi raccontati ai bambini, disordinati e confusi come non mai: un racconto simbolico che invita a sorridere sulle fissazioni degli adulti.

 

Manuela Peroni Assandri

Categorie: Libri | 6 commenti

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