RITRATTO DI MARLENE DIETRICH

Il 6 maggio del 1992 moriva a Parigi Marlene Dietrich, un’icona del cinema mondiale, diva trasgressiva e affascinante resa immortale dal suo primo ruolo da protagonista, quello dell’entraîneuse Lola-Lola ne L’Angelo azzurro (Josef von Sternberg, 1930). Il suo periodo d’oro risale proprio agli Trenta e Quaranta, quando era una stella di Hollywood insieme all’altrettanto ambigua Greta Garbo. Negli anni Cinquanta iniziò il suo declino cinematografico, ma si reinventò come intrattenitrice, portando in giro per il mondo fino a metà anni Settanta uno spettacolo in cui si esibiva interpretando le canzoni dei suoi film e ammaliando così ancora una volta con la sua particolarissima voce, non eccelsa ma comunque unica.

Quando se ne andò, a 90 anni, io ero ancora piccola e imparai solo più tardi a conoscerla e ad apprezzarla, rimanendo affascinata da lei e da altre dive del tempo che fu.

In occasione dell’anniversario della sua morte, mi piace ricordarla con il suo film appunto più celebre, L’Angelo azzurro, sul quale scrissi qualcosa pochi anni fa, in occasione di un cineforum dedicato alla donna.

 

L’Angelo azzurro (Der blaue Engel)

 

Regia: Josef von Sternberg

Sceneggiatura: Carl Zuckmayer, Karl Vollmoller, Heinrich Mann, Robert Liebmann dal romanzo Il professor Unrath di Heinrich Mann

Musiche: Frederick Hollander

Produzione: Ufa

Nazionalità: Germania, 1930

Durata: 90’

Cast: Professor Rath (Emil Jannings), Lola-Lola (Marlene Dietrich), Kiepert il prestigiatore (Kurt Gerron), Mazeppa (Hans Albers), Guste Kiepert (Rosa Valetti)

Per girare L’Angelo azzurro il regista austriaco Josef von Sternberg fu chiamato dalla casa di produzione tedesca UFA, la quale intendeva dare nuovo lustro al proprio prestigio attraverso una serie di film “parlati” (ricordiamo che il sonoro era un’invenzione recente: il primo film sonoro in assoluto è americano, del 1927, Il cantante di jazz di Alan Crosland mentre il primo film sonoro tedesco è del 1928, Terra senza donne di Carmine Gallone). Sternberg viveva negli Stati Uniti fin da giovane e lì aveva già cominciato la propria carriera cinematografica, passando da diverse mansioni prima di arrivare a quella di regista. Queste molteplici esperienze lasciarono indubbiamente il segno nello stile di Sternberg, che, a detta della stessa Marlene Dietrich, aveva il dono di saper dirigere tutto in un film, dalle luci agli attori, dalla fotografia al montaggio, dalle scenografie ai costumi: tutto partiva e veniva controllato da lui. La Dietrich affermerà inoltre che il successo de L’Angelo azzurro «dipende esclusivamente dal fatto che fu von Sternberg a farne la regia» e che grazie alla sua maestria si superarono molte difficoltà tecniche, soprattutto nel campo della registrazione dei suoni.

La storia narrata nel film è tratta da un romanzo del 1905, Il professor Unrath di Heinrich Mann (fratello del più famoso Thomas Mann), ma von Sternberg e gli sceneggiatori (tra cui lo stesso Mann) la rielaborano, cambiandone l’ambientazione storica e soprattutto lasciando da parte ogni intento sociologico. Se il libro prendeva di mira i vizi della borghesia tedesca come anticamera dell’ascesa del Nazismo, la vicenda del film è qualcosa infatti di più universale, che porta a riflettere sulla degradazione morale di un uomo rispettabile a causa di una donna, di una femme fatale. Gli ambienti sono tutti costruiti in studio e gli esterni, in particolare, ricordano le scenografie delle pellicole espressioniste. I personaggi sono degli stereotipi: il professore, ormai non più giovane, è uno scapolo che conduce una vita abitudinaria, scandita da gesti rituali, disciplinata e irreprensibile; Lola-Lola è la donna cinica e ammaliatrice, che seduce gli uomini come se fossero burattini nelle sue mani e che, una volta usati, li tratta con totale indifferenza (insomma una donna diabolica); Mazeppa, alto, biondo, con lo sguardo penetrante, emana il fascino tipico del seduttore.

La figura femminile interpretata dalla Dietrich è sicuramente poco edificante, frutto di una concezione maschile della donna quale oggetto del desiderio e creatura che schiavizza l’uomo. Lola-Lola è un’entraîneuse, una cantante-ballerina che si esibisce nei locali di infimo ordine, vestita in modo da lasciare ben in vista le gambe, pur se coperte da lunghe calze nere. È la donna che con il proprio corpo suscita i bassi istinti del pubblico eppure canta l’amore («Ich bin von Kopf bis Fuß auf Liebe eingestellt», cioè «Da capo a piedi sono orientata all’amore»). La donna, infine, che porta un uomo rispettabilissimo alla rovina, senza curarsene minimamente. La volgarità del personaggio sembra disgustare persino l’attrice, che così si esprimerà: «[…] Sul set giravano contemporaneamente quattro macchine da presa, tutte puntate […] sull’inforcatura delle mie gambe […] le macchine da presa non cessavano di concentrarsi sul mio corpo. […] ».

Quest’immagine di crudele seduzione sarà il successo di Marlene Dietrich, che diventerà presto l’icona di femme fatale intrigante e spietata, dal fascino ambiguo (rincarato dall’abitudine dell’attrice di indossare abiti maschili). L’attrice berlinese, diplomata in canto e allieva alla scuola di teatro di Max Reinhardt, che prima de L’Angelo azzurro aveva recitato solo in parti di secondo piano, fu notata da von Sternberg durante una rappresentazione della commedia Due cravatte di Georg Kaiser, in cui doveva pronunciare una sola battuta. Il regista intuì subito che la parte di Lola-Lola era perfetta per essere interpretata dalla sconosciuta Marlene Dietrich e ne fu ancora più convinto dopo un regolare provino. La UFA non ne voleva sapere, eppure von Sternberg riuscì ad averla vinta. Il film fu presentato a Berlino il 1° aprile 1930, ma per diventare veramente una diva la Dietrich dovette attendere di trasferirsi in America, dove girò Marocco quell’anno stesso per la Paramount, che fece uscire L’Angelo azzurro nelle sale solo dopo il primo film americano interpretato dall’attrice. «[…] Temevano che “l’immagine Angelo azzurro”, quella della “ragazza di vita” mi restasse appiccicata alla pelle e non volevano che mi si identificasse con un personaggio del genere. Io credo d’aver sempre interpretato “ragazze di vita”, che però, come diceva von Sternberg, erano sicuramente più interessanti delle “brave figliole”.»

Tuttavia, come spesso accade, la vita reale e la vita sullo schermo si mescolano inevitabilmente e così il pubblico fa anche con Marlene Dietrich/Lola-Lola, da allora la femme fatale per antonomasia. Numerosi i miti e le leggende nati intorno alla vita di questa attrice, che le hanno attribuito soprattutto storie d’amore anche ai limiti della trasgressione. Nella sua autobiografia, la Dietrich ci tiene a separare la propria vita privata da quella dei personaggi interpretati e ciò vale specialmente per Lola-Lola: «[…] una parte difficile, insolente e a volte tenera, […] un personaggio complesso, una personalità che non era la mia. […] Confesso di essere rimasta molto impressionata dall’attrice Marlene Dietrich, capace d’impersonare con successo una puttana da marinai degli anni Venti. […] Io, ragazza beneducata, riservata, ancora oggi pura, nata da una famiglia rispettabile, avevo azzeccato, senza saperlo, un’interpretazione eccezionale che non avrei mai più ripetuto. Tutti i personaggi femminili che recitai in seguito furono infatti più “sofisticati” della Lola dell’Angelo azzurro, e quindi più facili da caratterizzare. […]»

Senza nulla togliere alla bravura del regista e ai suoi meriti a proposito di questo film, rimane comunque il fatto che, ancora oggi, se si dice L’Angelo azzurro si pensa subito a Marlene Dietrich piuttosto che a von Sternberg. Questo perché il volto e il corpo di Marlene sono inscindibilmente legati a Lola-Lola.

Clarissa Egle Mambrini

Categorie: Cinema, Cultura, Donne | Lascia un commento

Navigazione articolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.